Chi puo' coltivare Canapa Sativa? Canastyle fa chiarezza sull'argomento!

Il quadro normativo italiano relativo al mondo della Cannabis risulta ancora abbastanza complesso e accusa gli effetti di molteplici imprecisioni della vecchia Legge Jervolino-Vassalli (corretta in seguito dal referendum del 1993). Nonostante la detenzione per uso personale sia considerata ora un illecito amministrativo, questa risulta nell’ambito delle responsabilità penali, poiché ne è stato depenalizzato l’utilizzo ma non la coltivazione, creando un’incoerenza interna al sistema e lasciando quindi spazio alla possibilità di atteggiamenti ambigui, come talvolta l’acquisto illegale del prodotto.
La questione è stata più volte affrontata dagli stessi politici che tuttora portano avanti la lunga battaglia per la regolamentazione della Cannabis in Italia.
L’avvocato Carlo Alberto Zaina, noto in questo ambito, patrocinante in Cassazione e Magistrature Superiori, impegnato esclusivamente in questioni penali e particolarmente attento a profili attinenti alla legge sugli stupefacenti, ha espresso la sua personale opinione in merito alla normativa vigente secondo lui abbastanza confusa, soprattutto se si considera che nel 2004 l’Europa ha emesso una direttiva, la 757/GAI, con la quale si enuncia che il consumo personale non deve essere sanzionato se nell’ordinamento c’è la previsione di una tale condotta.
In Italia il consumo personale non è penalmente rilevante e in questo caso, secondo la sua analisi, lo Stato italiano è inadempiente ad applicare una direttiva che dovrebbe permettere, laddove si è provata la destinazione della coltivazione ad uso personale, la non persecuzione del coltivatore.
Un grande impatto sul mercato italiano lo ha avuto la coltivazione della Canapa industriale, diffusasi rapidamente con la Legge 242 del 2016 sulla filiera della Canapa, prodotta con semi certificati dall’Unione Europea. Secondo tale normativa le infiorescenze devono avere tenori di THC < 0,2% mentre il CBD può contenere anche livelli molto alti, in quanto considerato legale in Italia.
Nonostante quanto appena enunciato, un privato non è autorizzato alla coltivazione poiché quella regolata dalla Legge 242 è una coltivazione di tipo industriale e professionale prodotta esclusivamente con semi certificati.
Pertanto ad oggi, nonostante la nuova Legge 242 autorizzi la coltivazione di Canapa Sativa L. con THC<0,2%, un privato non è comunque legittimato a coltivare per nessun uso, seppur stando sotto i limiti consentiti.

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